Nostro
compito e méta del nostro cammino è creare quella CLASSE NUOVA DI DIRIGENTI
di cui il fascismo ha urgente bisogno per sostituire l'antica. Nella quale
sostituzione noi ravvisiamo il problema centrale del fascismo in questa sua
fase di trasformazione: ci piace credere che la seconda ondata abbia a essere
finalmente l'avvento, sopra gli uomini che hanno esaurita la loro funzione,
degli uomini adatti a fare del fascismo il centro sensibile della vita
nazionale. Noi contiamo molto sul contributo dei GIOVANI, sciupati
nell'ingranaggio dell'organizzazione (...). Questa RIVISTA, nasce sopra
tutto per INCORAGGIARE e ANIMARE le fresche energie, che sono una
particolare ricchezza del FASCISMO, e che sarebbe sommo delitto lasciare
intristire, anzi tempo, nei miasmi della demagogia variopinta. C'è nella
inesperienza di questi giovani qualche cosa che bisogna cogliere, così come c'è
qualcosa da recidere nell'esperienza di coloro che hanno portato nel Fascismo
il peso di torbide nostalgie? Opera giovanile vuol essere questa: i giovani ci
aiutino e ci confortino.
Giuseppe Bottai, primo numero di “Critica fascista”, 1923
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Libri Consigliati
Libro Consigliato: - "Arrivano gli Alleati! Amori e violenze nell'Italia «liberata»", Mario Porzio, edito da Quadrante Laterza
1 ottobre 1943, l'esercito anglo-americano entra a Napoli. La popolazione civile, reduce dalla rivolta popolare che ha scacciato i tedeschi, stremata da continui bombardamenti e dalle violenze delle truppe naziste in ritirata, accoglie i "liberatori" con manifestazioni di gioia e di entusiasmo, certa che il loro arrivo significhi il ritorno alla tanto attesa normalità. Invece la lunga convivenza con i militari stranieri si rivela difficile e controversa. Soprattutto per le donne. Maria Porzio propone una rilettura dell'occupazione alleata attraverso i complessi rapporti di genere che si sono stabiliti tra donne e uomini. Fra donne e soldati occupanti, fra donne e connazionali nei territori liberati dagli alleati, a Napoli e in Campania, ma anche in altre città dell'Italia centro-meridionale. Le donne appaiono come un prisma attraverso il quale analizzare il rapporto tra 'occupanti' e 'occupati': se fin dai primi mesi dell'occupazione numerosi sono i matrimoni tra le donne italiane e i soldati alleati, svariati sono gli episodi di violenza e diffusissima è la prostituzione. Senza parlare dei pregiudizi e dei risentimenti dell'esercito 'liberatore', che considera gli italiani vinti e complici del fascismo, e di quel sentimento di sconfitta e di umiliazione di quella parte della popolazione maschile italiana amareggiata dalla drammatica esperienza della guerra, dalla prigionia e dalla disfatta militare. È in quest'ottica che vengono interpretate la violenza e l'arroganza dei soldati. Fonte

Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure (...).
venerdì 17 febbraio 2012
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