La scintilla è scoccata nella metà del maggio scorso, quando è nato il movimento apartitico degli "indignados" spagnoli per protestare contro la crisi causata da una politica incapace ed asservita e da una finanza mondiale speculatrice ed onnipotente.
Fin dai primi istanti ogni partito, ogni politicante, ogni fazione ha fatto il possibile per sfruttare l' insurrezione pacifica a proprio favore, dall' estrema destra all' estrema sinistra ogni servo ha richiamato a gran voce la titolarità delle proteste.
In seguito il peggiorare della situazione, la crisi greca e l'incertezza politico-finanziaria italiana, lo spauracchio del default e del crollo dell' euro, hanno portato queste manifestazioni in tutte le capitali dell' occidente, fino a Wall Street, simbolo del potere bancario.
Culminando in questi giorni, precisamente Sabato 15 Ottobre quando decine di migliaia di indignati manifesteranno, a detta dei media, in più di 400 piazze.
Più volte i media riportano come questi eventi siano direttamente collegati alla cosiddetta "primavera araba", che oltre a non aver rivoluzionato nulla ha prodotto una sanguinosa guerra civile in Libia tutt'ora in corso.
Il movimento degli indignati non nasce per combattere uno stato repressivo e per reclamare diritti civili, bensì per reclamare quei diritti sociali sempre meno valorizzati come il diritto al lavoro e il diritto alla dignità.
Democrazia diretta, rifiuto della partitocrazia e della corruttela, potere a chi produce, dignità del lavoro, capitale strumento dell' Uomo e non viceversa.
Elementi rivoluzionari del quale il Fascismo è stato anticipatore assoluto e motivo per cui è stato ferocemente combattuto fin dagli anni '30 dalle plutocrazie occidentali.
Ma tutti fanno orecchie da mercante e il pregiudizio vince sulla ragione.
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giovedì 13 ottobre 2011
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